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giovedì 5 gennaio 2017

STEP 25 - SINTESI FINALE

Siamo dunque giunti alla fine del nostro percorso. Ripercorrendo il sentiero dalle origini (STEP 1), abbiamo osservato la varietà e l’aspetto multiculturale del color solidago, la sua fama in tutto il mondo, sia dal punto di vista linguistico e nazionale, (STEP 2), sia dal punto di vista commerciale, ovvero come si presenti nei numerosi cataloghi cromatici (STEP3).
Attraverso il suo significato più profondo e poetico (STEP19), o grazie ad un’attenta analisi chimica (STEP 14),  abbiamo indagato ogni sfaccettatura di questa tonalità, senza dimenticare l’origine del suo nome, cioè la pianta di solidago, a cui abbiamo anche dedicato uno spazio scientifico (STEP 6). Il solidago, pianta selvatica dai petali di tonalità giallastra, trova impiego omeopatico e farmaceutico soprattutto sotto forma di tisane e infusi, dunque apre una porta anche sul lato culinario di questo arbusto (STEP 12), ma se si vuole una spiegazione davvero dettagliata di ogni sua caratteristica vi è anche un documento (STEP 11) su una famosa enciclopedia che fa al caso vostro; se invece preferite le storie legate alla sua tradizione, la saggezza popolare è ricca di aneddoti e cure casalinghe da provare (STEP 8), o di storie e miti che ne raccontano la simbologia (STEP 4), anche se forse riguarda maggiormente i suoi cugini oro e giallo. Alcuni sono rimasti così colpiti dalle qualità di questa pianta da volerne avere l’esclusiva di utilizzo, creando addirittura un brevetto depositato (STEP 17).
Questo meraviglioso colore non è solamente una nuvola di proprietà (STEP 24), o un elenco di caratteristiche, un abbecedario (STEP 9), ma è anche molto utilizzato negli ambiti più disparati, basti pensare che è antagonista in un fumetto di Nuclear Man(STEP 13), sotto forma di pianta umanoide impazzita. Questo versatile colore è entrato nel mondo dell’arte attraverso Klimt, (STEP 18), debuttando altresì nel design grazie a Zanuso e alla Brionvega (STEP 16), grazie alla radio cubo. Altro ramo di grande utilizzo di questo colore si trova nelle pubblicità, soprattutto quelle stampate su locandine o manifesti dell’epoca delle guerre (STEP 15), ma rimane di grande attualità, tanto che alcune industrie l’hanno adottato nel loro logo (STEP 10), ed è addirittura nella bandiera del Kentucky.

Per quanto riguarda invece l’aspetto più moderno, Cristina Zavalloni ha addirittura inciso un album dal nome “Solidago”, (STEP 5), e lo stilista Elie Saab ha improntato un’intera collezione Primavera/Estate su sfumature di questo colore (STEP 20); infine il cinema (STEP 7) e l’architettura (STEP 22) hanno attinto a questa tonalità per dare vita, più o meno consapevolmente, a grandi opere. Tra illustri personaggi (STEP 21), che riportano alla memoria questa tonalità, e il significato più pregno e selvaggio del colore (STEP23), il nostro viaggio si conclude con un caldo saluto e l’augurio di una vita piena di colore.

STEP 23 - UN COLORE "SELVAGGIO"

Le sfumature di giallo, zafferano, oro.. tutte tonalità che fin dall'inizio dei tempi furono associate alla ricchezza, allo sfarzo e al potere: perché? La risposta risiede nelle tradizioni, ma anche nelle incredibili qualità che ha l'oro, in quanto metallo.
L'uomo preistorico fu immediatamente abbagliato dallo splendore del sole, dal fulmine e dalla saetta, elementi brillanti, ma che non era in grado di controllare né comprendere fino in fondo.
Dalai Lama in abito da cerimonia
La scoperta del fuoco e il suo dominio resero l'uomo forte, la scoppiettante fiamma gialla e arancione gli consentì la lavorazione dei metalli, fino all'impiego dell'oro. Malleabile, lucente, puro: l'oro in tutto il suo splendore ha sempre ammaliato l'uomo, rendendolo nei secoli avido, corrotto da un elemento incorruttibile.
Per il possesso dei filoni auriferi si scatenarono guerre, l'uomo lasciò libera la sua parte più selvaggia pur di riuscire ad accaparrarsi questa ricchezza.



Gli aztechi costruirono città che si narrano coperte d'oro, che fecero gola ai Conquistadores di Cortez rendendoli più selvaggi degli indigeni stessi. La folle corse all'oro generò addirittura la cosiddetta "febbre dell'oro", nel più sperduto Far West, a suon di piccone ed esplosivo, che deflagrava il paesaggio e radeva al suolo montagne. Il Medioevo, periodo di scoperta scientifica e di esoterismo, di alchimia e sperimentazione, alla ricerca della pietra filosofale. Pietra che si narra potesse donare la vita eterna ma, e soprattutto, potesse risanare la corruzione dei materiali, trasformandoli nel più puro i tutti: l'Oro.
E ancora al giorno d'oggi, nel Buddhismo il giallo rimane un colore potente, pregno di significato e tradizione: dapprima indossato dai criminali, fu in seguito scelto da Gautama il Buddha come simbolo di umiltà, rappacificazione. Il giallo dorato rimane il colore della terra, della pace dei sensi, incarnando al tempo stesso la natura ingorda dell'uomo, con le sue aspirazioni e i suoi inganni, verso un potere immenso e irraggiungibile.

immagini:
https://it.pinterest.com/pin/440649144767229865/
http://www.urbanghostsmedia.com/2014/11/el-dorado-manoa-mythical-lost-city-of-gold/

STEP 21 - I PROTAGONISTI

Indagando sulla celebrità del solidago... si fa un buco nell'acqua. Nessun grande personaggio famoso ha mai vestito solidago, né ne ha fatto il proprio emblema; ci affideremo così alla sua sfumatura più classica e comune, il giallo.
Jean-Pierre Jabouille
E parlando di giallo, non può non venire in mente il signor Jean-Pierre Jabouille: vero, in questa foto ha una tuta blu, che potrebbe disorientare non poco a riguardo, ma il suo nome è famoso in ambito automobilistico. Vincitore di due Gran Premi di Formula 1  campione europeo di Formula 2 nel 1976, Jabouille deve la sua gloria, oltre che alle sue doti da pilota, al team Renault, di cui è stato collaudatore e con la cui macchina ha vinto e realizzato i suoi successi.
La Renault vincitrice di due Gran Premi












La sua carriera procede e sembra promettere bene, ma il potente motore francese su cui fa affidamento non è dei più maneggevoli, tanto da non riuscire a controllare la vettura in più di un'occasione. Nel 1980 termina la sua ascesa un incidente che gli frattura entrambe le gambe, segnando di fatto il suo ritiro definitivo nel 1981: passato alla scuderia Ligier, non trova sintonia con le vetture ed esce definitivamente di scena, restano comunque in ruoli dirigenziali nello stesso ambito lavorativo.
Grazie a lui la Renault vince per la prima volta debuttando in Formula 1 e passando alla storia grazie al suo spiccato e acceso giallo.

Esempio di abito imperiale

Volgendo lo sguardo al passato, non può non venire in mente lo sfarzo con cui si abbigliavano gli imperatori cinesi: ricoperti di splendide sete di ogni colore, le dinastie segnavano il proprio passaggio lasciando una tradizione di vestiario.
In particolare, tuttavia, l'abito giallo e dorato era prerogativa dell'imperatore, che indossava il cosiddetto "mianfu". Il giallo rappresentava il mondo e la terra, il bianco simboleggiava l'oro, il verde il legno, il nero l'acqua, e solo l'imperatore poteva indossare indumenti ricamati e arricchiti da questi colori, oltre ovviamente ai ricami raffiguranti i dragoni, simboli distintivi di questi vestiti.
La dinastia Song fu quella che portò il giallo all'apice del suo utilizzo, come dimostra l'immagine qui accanto, in cui i colori e i disegni raffigurati rappresentano un microcosmo, ovvero ordine e armonia nell'universo, filosofia derivante dall'equilibrio dello Yin e dello Yang e dei cinque elementi naturali, oro, lego, acqua, fuoco e terra.


immagini:
https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Pierre_Jabouille
https://it.pinterest.com/pin/440649144767229865/








mercoledì 28 dicembre 2016

POST 22 - IL GIALLO IN ARCHITETTURA

Per ovvi motivi non si sono trovate opere architettoniche di color solidago, essendo un colore poco conosciuto, quindi ci assoceremo a colori quali il giallo e il color sabbia per l'opera presa in considerazione: LE PIRAMIDI
piramidi nella piana di Giza


 Le piramidi egizie devono certamente il nome alla loro forma, nascono come monumenti funerari per i faraoni nell'antico Egitto e vedono il loro massimo sviluppo tra il 2700 a.C. e il 1700 a.C..
Essendo opere monumentali, i faraoni si servivano di migliaia i schiavi per la loro costruzione, seguita nel minimo dettaglio e particolare; la loro ubicazione era solo nella riva occidentale del fiume Nilo, infatti era quella la sponda su cui era situata la Duat, ovvero la porta, l'ingresso per l'aldilà.

Le prime piramidi, tuttavia, non sono come le    più conosciute, con gli spigoli diritti, ma erano a gradini, di più facile costruzione: base rettangolare, grandi parallelepipedi sovrapposti l'uno sull'altro, composti di mattoni di pietra poco più grandi di quelli crudi utilizzati per le precedenti mastabe, ( di cui si hanno pochi reperti a causa, appunto, della consistenza dei mattoni di cui erano fatte).
Il colore giallo che le caratterizza dipende moltissimo dal modo in cui la luce colpisce la roccia,
rendendola aranciata e tendente al rosso durante il tramonto, giallo vivido, invece, durante il giorno. Il contrasto con il cielo azzurro rende queste imponenti costruzioni ancora più imperiose sulla vasta distesa di sabbia dorata che le circonda.

immagini:
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/scoperte-due-nuove-camere-nella-piramide-cheope-1321560.html
http://www.presentviaggi.it/mobile/index.php?id=1129&t=viaggi_tour

lunedì 5 dicembre 2016

STEP 18 - LE ARTI PITTORICHE

Gustav Klimt, "L'albero della vita", 1905-1909, Palazzo Stoclet

L'albero della Vita, tre pannelli per una storia!

Questo dipinto, insieme agli altri due "L'attesa" e "L'abbraccio", fa parte di una collezione di tre pannelli commissionati dalla famiglia Stoclet per la propria sala da pranzo; sulla sinistra vi è una danzatrice, nella di attesa, sospensione, con cui tipicamente Klimt propone la donna nella sua femminilità. A destra, invece, vi è l'abbraccio di due amanti, rivisitazione del "Fregio di Beethoven", opera del 1902 dello stesso Klimt.

Per un analisi più approfondita dell'opera lasciamo un link, su cui si può trovare anche un breve video esplicativo.

immagine: http://cultura.biografieonline.it/albero-della-vita-klimt/

lunedì 28 novembre 2016

STEP 16 - DESIGN

Tra le grandi icone del design per l'utilizzo del colore giallo, spicca certamente Marco Zanuso, che in collaborazione con Richard Sapper, ha realizzato per l'industria elettrica Brionvega la radio Ts502, in seguito migliorata e modificata, dando luce alla Ts522.
Radio Ts522, Brionvega, 1965, Zanuso - Sapper

TS522

ecco alcune caratteristiche tecniche:

• Mobile in materiale lavabile
• Alimentazione di rete 220V C.A.
• Alimentazione a batteria con n. 7 batterie da 1,5V
• Gamma di ricezione AM 522 - 1602 Khz
• Gamma di ricezione FM 87.5 - 108 Mhz
• Programmi memorizzabili 29 (complessivi)
• Programmi memorizzabili in AM: 5 con led verdi
• Programmi memorizzabili in FM: 24 con led rossi
• Ricerca automatica AST
• Ricerca up/down delle stazioni
• Sintonia up/down manuale
• Potenza audio 1,8W rms
• Dimensioni (LxHxP) cm: 23x13x13
• Peso: 2,2 Kg
  


La radio, oltre ad essere oggetto di uso comune in case ed uffici, trova nella Ts522 una nuova forma, una nuova personalità: grazie al genio e alla creatività della pietra miliare Zanuso, questa radio trova bellezza e personalità non solo durante il suo utilizzo, ma rimane un oggetto di grande impatto visivo e cromatico anche da spenta, con la sua semplicità ergonomica e i suoi spigoli arrotondati.

Fu una delle prime radio portatili, oggetto di design conosciuto in tutto il mondo e tuttora in vendita sul catalogo Brionvega, che ha rivoluzionato le sue funzionalità, aggiungendo opzioni come lettore Bluetooth e accesso Wi-fi, ma lasciando inalterata la sua caratteristica forma, l'unione di due cubi dagli spigoli smussati, alla cui chiusura si rivela l'eleganza dell'oggetto. 

fonti: http://www.magris.it/radiocubo%20ts522%20brionvega.htm

http://www.crazyforlight.it/magazine/maestri-del-design/marco-zanuso/#!prettyPhoto

STEP 15 - Pubblicità

Vediamo alcuni manifesti pubblicitari, principalmente d'epoca, in cui è preponderante la tonalità del giallo dorato



Marcello Dudovich per Grandi Magazzini Mele, Napoli

Leonetto Cappiello per "Absinthe - J. èdouard  Pernot

Toulouse Laurtrec, Manifesto per il Can-Can
immagini:
http://www.italianways.com/dudovich-e-i-grandi-magazzini-mele-stile-e-borghesia/
http://lorenzovinci.ilgiornale.it/recipe/cocktail-e-bevande-nella-grafica-pubblicitaria/
http://www.picturesofart.it/henri-de-toulouse-lautrec-la-mostra-a-palazzo-blu/

lunedì 14 novembre 2016

STEP 11 - UN DOCUMENTO


Tra le varie testimonianze che si hanno del solidago, in quanto pianta e colorazione, probabilmente la più completa testimonianza è riportata nel "Medicinal and Aromatic Plants XI", uno dei volumi dell'enciclopedia " Biotechnology in agricolture and foreste"; questo volume è diviso in 24 capitoli, ognuno dei quali tratta composizione, utilizzo, pregi, e anatomia di moltissime piante, tra cui appunto quella da noi analizzata.

Y.P.S. Bajaj, Medicinal and aromatics plants, Biotechnology in agriculture and forestry, editore Springer Science & Business Media21 gen 1999 - 420 pagine

Copertina del libro



sabato 5 novembre 2016

STEP 08 - IL SOLIDAGO E LA SAGGEZZA POPOLARE

Il giallo, in tutte le sue sfaccettature, è rientrato nei miti e nelle credenze popolari sotto forma di detti e superstizioni, acquisendo significati differenti a seconda dell'ambito ma anche delle diverse regioni.

Nel teatro, ad esempio, il giallo é un colore che porta tipicamente sfortuna, molti attori sono restii ad indossar costumi di questa tonalità: perché? La risposta si trova nella tradizione spagnola della corrida! il Matador, infatti, veste solitamente una tutina di questo colore, l'ultimo colore che indosserà nel caso il toro lo dovesse incornare, è un colore rischioso, con cui danza nel pericolo.

Altre credenze, classificabili come " I rimedi della nonna", vedevano nel decotto di zafferano la cura all'itterizia, malattia causata dal malfunzionamento renale; ovviamente non ha alcun fondamento scientifico, per quanto lo zafferano possa essere una spezia dalle notevoli proprietà, non ha certamente quale necessarie a curare patologie tanto gravi, sebbene l'effetto placebo abbia un forte potere sullo stato psico-fisico delle persone.

Il giallo, come già accennato in precedenza, deve il suo significato di allegria e spensieratezza alle passate usanze e tradizioni religiose, dal Cristianesimo al Buddismo; anche le pietre preziose, come il topazio, sono spesso collegate a significati e poteri derivanti da antiche spiritualità.

Il topazio Giallo, ad esempio, si crede che abbia forti proprietà equilibranti, sia simbolo di purezza, castità e sia in grado di aiutare chi lo possiede nelle scelte importanti della vita. Il topazio in natura nasce trasparente, ma è facilmente alterato dai minerali e dall'ambiente che lo circonda, quindi la forma più comune in cui lo si può trovare è appunto il colore giallo; tuttavia vi è una particolare tipologia chiamata "topazio Imperiale", che è caratterizzata dall'intensa tonalità dorata con cui si manifesta.

Da antiche tradizioni si passa poi a motti comuni, come ad esempio quello toscano:

"Tutto il rosso non è buono, tutto il giallo non è cattivo"

oppure

"Rosso e riallaccio pare bello ad ogni faccia, verde e turchino si deve essere più che bellino"

Un altro strumento popolare sono spesso le filastrocche, ritornelli semplici tramandati solitamente dalle maestre per insegnare ai bambini i concetti base, come appunto le forme o i colori degli oggetti.
Un esempio di poesia sul giallo potrebbe essere:


Io sono il giallo....
come la coda del pappagallo,
come una pera matura
come un girasole nella pianura,
come una dolce banana
come un gomitolo di lana,
come un pulcino appena nato
come il sole appena spuntato.

e ora..  parlando di ritornelli e filastrocche , ricordiamo una celebre frase del Signor Ronald Weasley, tratta dal film "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban", che in un tentativo di trasmutazione animale recita

"Per il sole splendente
per il fior di corallo
stupido topo diventa giallo!"


immagine: http://www.greenstyle.it/topazio-proprieta-benefici-112875.html

giovedì 27 ottobre 2016

STEP 07 - I COLORI NEL CINEMA

All'interno dell'ambito cinematografico, ancor più che in quello puramente letterario, l'utilizzo del colore è preponderante, capace di trasmettere emozioni e sensazioni, pur essendo comodamente seduti su una poltroncina del cinema; la scelta di sfumature e tonalità è un passaggio fondamentale per scenografie, costumi e trucco, soprattutto nel teatro e di conseguenza in quello che era il primo cinema a colori. Al giorno d'oggi vi è la possibilità di cambiar tonalità ad ogni singola immagine, dettaglio, ombra, grazie alle nuove tecnologie grafiche, il che rende ancora più studiato e ragionato l'effetto cromatico che si vuole ottenere, perché andrà ad influenzare profondamente lo stato d'animo dell'osservatore: per fare un semplice esempio, non è un caso che la maggior parte dei thriller abbiano molte scene di carattere scuro, cupo, con l'intervento fulmineo di lampi di colori sgargianti e improvvisi, in corrispondenza delle scene d'azione o di rilevanza all'interno della trama.


Le tonalità che danno sul giallo, solidago compreso, sono solitamente utilizzato per trasmettere sensazioni di conforto, calore, gioia, come fu dimostrato da Wittgenstein nella sua opera "Osservazioni sui colori". I migliori che si possono fare riguardo all'utilizzo del colore riguardano i film d'animazione, in cui l'uso e la scelta del colore sono ancora più accorti, perché decisi dal grafico e da team di esperti: "Il Re Leone" imposta la propria paletta cromatica principalmente su toni caldi, rosso, arancione, ocra, scarlatto, per ricordare il clima della savana incandescente, il calore dell'affetto famigliare, i tramonti africani.


Allo stesso modo, ne "La bella e la Bestia", gli autori Disney utilizzano toni in giallo e oro per abbellire la sfarzosa sala da ballo, uno dei punti focali della trama, in cui Belle si rende conto di quanto la Bestia sia cambiata per lei, e di quanto la casa dai mobili incantati le sia grata per aver riportato luce e vitalità all'interno della reggia, un tempo tetra e fredda.



Può anche capitare, infine, che da un film d'animazione nascano nuovi colori: è il caso di "Cattivissimo me", film della Pixar dal grande successo mondiale, in cui gli aiutanti del protagonista sono simpatici esseri, geneticamente creati per servire il loro padrone, dall'intelligenza.... possiamo dire non del tutto ordinaria, anzi!
Ebbene sembra che questi piccoli e tonti mostriciattoli abbiano spinto la ditta Pantone a incrementare il proprio campionario con il "giallo Minions", evento non di poca rilevanza, visto che la ditta non rilasciava nuovi colori da circa tre anni.

immagini:
https://www.quotesaga.com/movie/the-lion-king/quotes/
http://disneyuomomondo.forumcommunity.net/?t=32728743
http://www.pressup.it/wordpress/2015/04/21/un-pantone-cattivissimo/

lunedì 24 ottobre 2016

LA SCIENZA DEL COLORE

Come già accennato in precedenza, lo studio del colore era affidato inizialmente a quella che veniva chiamata "Alchimia", una vera e propria scienza all'epoca, main seguito questo studio prese strade diverse, una più umanistica e filosofica, l'altra più fisica e sperimentale. Le teorie dell'ottica nascono già ai tempi di Pitagora ed Euclide, ma si trattava per lo più di ottica geometrica e considerazioni su come l'occhio riconoscesse le tonalità di colore emesse dagli oggetti; Kepler, intorno al 1600, raccolse i lavori dei suoi predecessori e le proprie elaborazioni, fino a teorizzare quella che è l'ottica geometrica moderna. Newton, Young, Einstein e Maxwell furono le grandi menti che elaborarono le
Johann Wolfgang Goethe
principali teorie che sono alla base dell'attuale ottica, dalla rifrazione della luce attraverso un prima al riconoscimento della doppia natura, ondulatoria e crepuscolare, della luce. Da questo punto di vista, dunque, la scienza ha raccolto le proprie teorie in una linea comune, che smentisce e ne rifiuta altre, poiché l'oggettività dei dati non consente di metterne in discussione la validità senza evidenti prove.

Per quanto riguarda il lato umanistico, invece, le interpretazioni della luce e del colore hanno assunto infinite prospettive, l'una diversa dall'altra, ma al contempo tutte estremamente valide: basti pensare alle teorie sul colore di Wittgenstein, Itten, Goethe, esponenti filosofici, scienziati e designer vissuti nella stessa epoca, a cavallo tra la fine del 1800 e il 1900.

Giusto per farne un esempio, Wittgenstein, ingegnere e filosofo nato nel 1889, affrontò la teoria del colore inizialmente dal punto di vista fisico, avendo compiuto studi di ottica a Manchester, da giovane; in futuro, però, si renderà conto che non sono sufficienti le considerazioni prettamente fisiche per spiegare la vera essenza della luce che colpisce gli oggetti e ne restituisce stimoli visivi. Alla fine del suo percorso, con il libro "Osservazioni sui Colori", esporrà l'interpretazione finale del suo studio sul colore, di cui riportiamo un passo fondamentale :

«Sono sempre in grado di riprodurre qualunque colore io veda. Indico i quattro colori primari (rosso, giallo, blu e verde) e aggiungo in qual modo si possa ottenere da essi quel determinato colore. […] Ogni asserzione sui colori può essere rappresentata mediante alcuni simboli. Se diciamo che sono sufficienti quattro colori primari, allora chiamo questi simboli paritetici elementi della rappresentazione. Gli oggetti sono questi elementi. Non ha senso domandare se gli oggetti siano alcunché di simile ad una cosa […] Parliamo semplicemente di oggetti laddove abbiamo elementi paritetici della rappresentazione»


venerdì 21 ottobre 2016

STEP 04 - LA SIMBOLOGIA DELL'ORO E DEL GIALLO

STEP 04 - Il Mito

Poiché il color Solidago non ha una diretta simbologia, analizzeremo quella di tonalità ad esso similari, quali l'oro e il giallo; queste due tonalità sono sempre state accostate al Sole, allo splendore e alle virtù sovrannaturali. I Romani ad esempio identificavano nell'imperatore la figura divina, tanto che spesso questi ultimi si cospargevano il capo con polvere d'oro; in politica è sempre stato simbolo di ricchezza, ma al contempo di incorruttibilità, derivanti dalla purezza del materiale.
Nel Buddismo, il giallo è uno dei cinque colori principali, indicante le radici, la terra e la rinuncia; lo si ritrova costantemente nelle tonache color zafferano dei monaci, a simboleggiare la rinuncia dell'orgoglio e la sua trasformazione in saggezza, senza contare che rappresenta Ratnasambhava, uno dei cinque Buddha trascendentali.
Vi sono diversi miti il cui colore principale è l'oro, come ad esempio "Il vello d'oro", o "I pomi delle esperidi"

Ercole nel giardino delle Esperidi
IL VELLO D'ORO
Oltre alla mitologia Greca, si vuole ricordare anche il film di fantasia "Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo - Il mare dei mostri", la cui storia si concentra sulla ricerca del Vello da parte dei protagonisti

I POMI DELLE ESPERIDI

Altri miti riguardano invece il color Ocra, come la leggenda del Re Fravort:

 Si narra che il Monte Fravort era padre felice e rispettato di tre figli, Sidero (ferro), Cobalto (arsenico), Cupro (rame) e di una figlia, Ocra.Buoni ed ottimamente istruiti, decisero di lasciar la casa paterna e di dividersi sulle strade del mondo per portare a tutti le ricchezze del loro sapere e la gioia di vivere.Sta di fatto che, non appena furono lontani, si lasciarono contagiare dalla malvagità degli uomini, superando chiunque nella capacità del male. Portarono discordie, guerre, calunnie e inimicizie. Il Signore decise di fulminarli in modo che di essi non rimanesse più il ricordo. Il Vecchio Fravort implorò clemenza per i suoi figli. 
Furono dunque riportati al luogo d'origine e rinchiusi nelle viscere del monte a piangere il loro tristissimo passato. Le loro lacrime filtrarono il terreno fino ad una grotta di Vetriolo, la Caverna dell'acqua forte, dove attualmente sgorga la famosa acqua minerale ferruginosa-arsenicale che può ridonare la salute e la gioia di vivere a chi si affida alle sue proprietà.Quanto ad Ocra, la fanciulla fu rinchiusa più in basso dei suoi fratelli, nella Caverna dell'Ocra, e dalle sue lacrime nasce l'acqua minerale leggera. Ora il Vecchio Fravort a mezzanotte scende a visitare i figli prigionieri e porta loro notizie del bene operato a favore di chiunque si sia affidato alle loro segrete proprietà. 

giovedì 20 ottobre 2016

I COLORI NELLA STORIA ANTICA

Nel corso della storia, i colori hanno sempre avuto un ruolo molto importante, sia dal punto d vista prettamente naturale sia dal punto di vista simbolico; analizzando questo secondo aspetto, l'arcobaleno, racchiudendo tutti i colori, fu indicato già nella Genesi come ponte, collegamento tra il divino e l'umano. In ogni cultura, poi, si sono sviluppate credenze e interpretazioni differente riguardo i vari colori, basti pensare al ruolo che aveva il nero per gli antichi Egizi, ovvero simbolo degli Inferi precedenti alla reincarnazione,e il significato che aveva per Romani, Ebraici e Greci, per i quali invece rappresenta la morte in quanto luogo di buio e di non ritorno.
Nel Buddismo, ad esempio, i colori fondamentali sono cinque, ognuno dei quali ha un preciso significato spirituale ed è alla base di una virtù, per non parlare del fatto che ad ognuno di essi è associato uno dei cinque Buddha trascendentali.
In tempi antichi l'uso esoterico del colore era ampiamente diffuso, poiché l'alchimia e la divinazione erano ritenute vere e proprie scienze, in cui il cromatismo e i colori delle pietre preziose acquisivano grande importanza nei rituali e nell'adorazione degli dei, ai quali spesso si attribuivano tonalità caratteristiche.